ROMA.IT 2015

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intervista di Chiara Beltrami

ROMA.IT L’abbiamo già vista esibirsi con questo spettacolo l’inverno scorso Ippolita Baldini, sul palco del Ambra a Garbatella. Ora, alla vigilia delle tre date in occasione del Roma Fringe Festival, l’abbiamo intervistata, perché “Mia mamma è una marchesa” è uno spettacolo fresco, divertente e Ippolita, un’attrice che non smetteresti mai di vedere in scena. “Mia mamma è una marchesa”, come nasce?
Inizialmente nasce da un desiderio. Desiderio di raccontare cose della mia vita ma dal Mio punto di vista. Un senso di inadeguatezza comica e un occhio clinico/ironico che ho voluto trasportare sulle tavole dei teatri o nei salotti o nei giardini (mi esibisco anche nelle case private). Volevo raccontare un po’ di me e delle mie piccole tragedie quotidiane perché come dice Woody Allen: “Dalle grandi tragedie della vita nascono grandi commedie”. Ne ho fatto il mio mantra da un anno a questa parte.
Sul palco, in questo spettacolo, ti esibisci da sola. Come riesci a mantenere tutta l’attenzione su di te per tutto il tempo, quanto può essere faticoso rispetto a uno in cui sono presenti altri attori?
Esibirsi da soli è molto più faticoso che essere una squadra di bravi attori in scena. Io però ho sempre amato la formula del monologo e del racconto e non ne sento il peso, certe volte però partecipare a progetti collettivi mi rilassa tantissimo. Ho studiato tantissimo (tre anni all’Accademia Silvio D’Amico di Roma) e gli insegnanti e lo studio mi hanno permesso di essere pronta a gestire lo spazio scenico e il tempo per un’ora o più… Non è facile ma quel che è facile non dura!
Quanto è autobiografico lo spettacolo? Quanta verità sulla tua vita c’è? Alcuni dei fatti narrati, sono realmente accaduti?
Lo spettacolo è stato scritto a due mani, da me e Emanuele Aldrovandi a cui ho raccontato aneddoti della mia vita e lui ne ha inventati altri sullo stesso stile. Abbiamo anche pensato ad una storia per creare l’arco lungo della pièce. Quindi nel racconto c’è un po’ di vero e un po’ no. Ma preferirei lasciare questa ambiguità, rende il gioco è più divertente. La seduzione si basa su questo! e il Teatro è anche seduzione!
Come la protagonista anche tu prima abitavi a Roma mentre ora sei tornata a vivere a Milano. Come mai?
Impegni di lavoro mi hanno dovuto fare scegliere Milano come città in cui stabilizzarmi per un po’. Ho vissuto a Roma per 7 anni e sono stata benissimo e non nascondo che l’ho lasciata a malincuore, ma fortunatamente devo rientrare spesso per lavoro e quindi non ne sento troppo la mancanza.
Cosa ne pensi del Roma Fringe Festival?
E’ una bellissima opportunità per gli artisti. Lo Staff è stato molto generoso nel seguirmi attraverso la difficile questione burocratica. La cornice in cui si svolge quest’anno poi è stupenda! Speriamo di vincere!!!
Quale consiglio daresti a un/a ragazzo/a di vent’anni che vuol fare l’attore al giorno d’oggi?
Io mi baso sempre su questa frase di Mariangela Melato, che ho messo nella pagina di presentazione del mio sito (www.ippolitabaldini.com) Insomma, sono qua… Vedi com’è… Scherzando, raccontando, inventando, ogni volta che sono su questo palco e faccio uno spettacolo, io mi accorgo che sono fatta di teatro, che la mia casa, la mia sostanza è il teatro… Il mio tempo è il tempo del teatro, un tempo senza tempo, e quel tempo lo determino io; un fiume che mi travolge e quel fiume sono io; una tigre che mi strazia e quella tigre sono io; un fuoco che mi consuma e quel fuoco sono io. Se senti questo, sei un attore e buttati con coraggio in questo mestiere fatto, come gli altri, di salite e discese, ma è vita vera!
Ami più il cinema o il teatro? E perché?
Amo moltissimo il Teatro, è la mia vita e “sono fatta di teatro”. Il cinema lo conosco poco, ho fatto qualche film e la vita del set mi incuriosisce mi intriga e mi diverte. Sicuramente posso dire che ho deciso di fare l’attrice dopo il mio primo spettacolo di teatro a 16 anni nei panni del granchio di Ariel (La Sirenetta). Quello è il luogo dove mi piace stare e dove mi sento a casa, anche quando il teatro è vuoto e mi metto in platea a guardare il lavoro dei tecnici di puntamento luci. Bellissimo!
Hai interpretato Mina Mazzini in un cortometraggio per Pedro Almodovar. Com’è stato lavorare con lui in un ruolo così forte e importante?
Purtroppo non ho incontrato Pedro Almodovar, ho realizzato per lui il cortometraggio su Mina perché avevo sentito che voleva realizzare un film su di lei. Ha ricevuto il materiale e si è molto congratulato con me ma purtroppo il film non si è più realizzato. La famiglia Mazzini non ha dato i diritti. Peccato! Lavorare su Mina, sulla Tigre di Cremona è stato splendido, mi ha fatto cercare e sviluppare aspetti del mio carattere molto interessanti. Gli sguardi di Mina sono enormi e intensi.
Con quali altri registi internazionali ti piacerebbe lavorare?
Tantissimi! Peter Brook, Ostermeier, Lluis Pasqual, Inàrritu, Woody Allen…
Dove potremo vederti prossimamente? Progetti futuri?
Girerò ancora con lo spettacolo della Marchesa per diversi teatri in Italia, tra cui il Franco Parenti a novembre! Se volete seguire il mio lavoro vi consigli di iscrivervi alla mia newsletter direttamente dal sito. Aggiorno una volta al mese sui miei progetti e spostamenti. Spero tanto di vedervi al Fringe! Ippolita sarà in scena domenica 28 alle ore 23.30, martedì 30 giugno alle ore 22.00 e mercoledì 1 luglio alle ore 20.30 sul palco B della meravigliosa cornice di Castel Sant’Angelo.
Chiara Beltrami 30-06-2015 08:19
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