Una Marchesa ad Assisi

di e con Ippolita Baldini
collaborazione alla drammaturgia Emanuele Aldrovandi
regia Camilla Brison
costumi Rosa Mariotti
produzione Teatro della Cooperativa e Ippolita Baldini

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“Ma ci sono tante altre religioni! Il buddismo per esempio è molto più divertente, che c’è il Dalai Lama, Oysho” Mamma quella è una catena di intimo. “Va beh è uguale! Il musulmano no eh!”

Quando sembra che niente vada al suo posto, la cosa migliore da fare è cercare di mettere a posto almeno sé stessi. Roberta vorrebbe innamorarsi ma non trova l’uomo giusto; vorrebbe imparare a gestire i timori e le insicurezze per la propria carriera artistica ma si lascia sopraffare dagli eventi; vorrebbe conciliare le abitudini di una famiglia nobile con il mondo del lavoro ma sembra che i due ambienti facciano di tutto per non capirsi a vicenda. Per uscire da questa impasse, sceglie di intraprendere un cammino di fede. Ma anche trovare sé stessa in mezzo ai pellegrini che marciano verso Assisi non si rivelerà affatto facile. Ippolita Baldini torna in scena con il secondo capitolo delle peripezie della giovane Roberta, ancora alle prese con le sue insicurezze e i suoi dubbi. La ricerca di sé stessa questa volta porta Roberta ad Assisi dove incontra un nuovo personaggio con cui confrontarsi oltre all’onnipresente mamma Marchesa, ovvero la Fede. Un nuovo interlocutore che la aiuta a vivere e a gestire al meglio la confusione che ha nella testa. Uno spettacolo ironico e brillante, realizzato attraverso lo stile inconfondibile del racconto di Ippolita Baldini che ci porta nel mondo aristocratico e confuso della protagonista, insieme a tantissimi nuovi personaggi (frati, suore, milanesi imbruttiti…). Una storia privata che diventa strumento di una riflessione più ampia sul desiderio di capire chi siamo.