Mia Mamma è una Marchesa

IMMAGINE DI COPERTINA MMu00E8UM-01

   Scegliere l’uomo giusto con cui stare, in un qualche modo, significa scegliere la propria identità. Roberta è legata alle abitudini della famiglia ma vorrebbe liberarsene, ama il proprio lavoro ma non le basta, vorrebbe andare via ma quando è via non si sente a casa, si innamora ma non è veramente innamorata, è in bilico fra chi è e chi vorrebbe essere, ma non sa di preciso né una cosa né l’altra. Il monologo – in cui la voce narrante della protagonista è sempre accompagnata dai commenti della madre, che svolge quasi un ruolo da spalla comica – racconta un pezzo della vita di Roberta: una fuga a New York, un amore che forse non è vero amore e tanta voglia di capire qual è il proprio posto nel mondo. Una storia privata che diventa strumento di una riflessione più ampia sul desiderio di realizzazione personale, una riflessione che riguarda tutti, perché l’insicurezza non fa distinzioni sociali.   1835 Questo spettacolo si suddivide in nove capitoli, nove avventure della protagonista, Roberta, nove episodi della sua vita. Sullo stile del vecchio varietà all’italiana, Ippolita percorre la storia del suo personaggio tra esilaranti sketch comici, canzoni e balletti. Ciascun capitolo ha il suo costume e le sue immagini, tutto concorre ad immergere lo spettatore nell’ambiente che viene raccontato dalla protagonista, in una atmosfera ogni volta nuova. Un’Italia aristocratica, una forma, un contenuto e tanta, tantissima ironia. Il ritmo è incalzante e il racconto scorre. Un’ora in compagnia di Ippolita Baldini! 46279   BIOGRAFIE DEI COLLABORATORI   Emanuele Aldrovandi Nato a Reggio Emilia nel 1985. Ha studiato alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano. Vive tra Milano e Reggio Emilia, dove lavora con il Centro Teatrale MaMiMò. Vincitore del Premio Tondelli 2013 con il testo Homicide House. Vincitore del Premio Pirandello 2012 con il testo Felicità. Segnalazione al Premio Hystrio 2012 con il testo Funziona meglio l’odio.   Roberto Rustioni Nasce a Milano dove incomincia ad occuparsi di teatro. Si diploma alla scuola d’arte drammatica “Accademia dei Filodrammatici” di Milano. Dal 2002 ha incominciato un percorso personale con degli spettacoli di varia natura-Sono contrario sui Marx brother’s,La parete da R.Daumal. Da sette anni, in coppia artistica con Milena Costanzo (con l’associazione Teatro C/R), ha avviato un progetto laboratoriale di ricerca su una recitazione contemporanea per un teatro di creazione e di drammaturgia attorale, sfociato per ora negli spettacoli Un cerchio alla testa (vincitore concorso “Dimora fragile”), Esta’ bien, Underground (vincitore “Cantieri di Fabbricaeuropa”), Alice rave time, Lucido (testo inedito di Rafael Spregelburd), con questo allestimento vince il Premio Ubu 2011 come miglior novità straniera. Negli ultimi anni inizia ed ad interessarsi alla nuova drammaturgia ispano-americana-con un particolare interesse per la nuova scrittura scenica argentina. A partire dalla stagione 2011/12, attraverso un lungo lavoro laboratoriale, scrive dirige ed interpreta Tre atti unici da Anton Cechov, ancora in scena ed in turnèe con grande successo di pubblico e critica. Lo spettacolo ha ricevuto diverse segnalazioni e due candidature agli ultimi Premi Ubu ’13. Dirige ed interpreta, Being norwegian di David Greig, è inoltre impegnato come attore nell’ultimo progetto dell’autrice Lucia Calamaro e come attore ed assistente alla drammaturgia,nel prossimo lavoro su P. Pasolini di G.Barberio Corsetti.   Elisabetta Falck Nasce a Milano. Diploma di ‘Maestra d’Arte in Scenografia’ conseguito nel 1995 presso la NABA Nuova Accademia di Belle Arti di Milano.Assistente di Giovanni Agostinucci ai costumi de La Traviata al Teatro dell’Opera di Liegi, Belgio e Washington DC USA; aiuto assistente ai costumi de Il Fidelio di Franca Squarciapino al Teatro alla Scala di Milano 2000, assistente ai costumi di Elena Cicorella per Il Trovatore al Teatro Regio di Parma 2001. Costumista della Compagnia Teatrale amatoriale Sdea dal 2011.   Camilla Brison Si laurea in Scienze dei Beni Culturali presso Università degli Studi di Milano e Université de Nîmes; a Londra consegue il Master in Advanced Theatre Practice presso la Royal Central School of Speech and Drama. Al Teatro Valle Occupato lavora come assistente alla regia per Il Macello di Giobbe scritto e diretto da Fausto Paravidino; per Orazio – mise en espace di nuovi testi dal mondo – dirige insieme a Maria Teresa Berardelli Besame Mucho di Javier Daulte e Dal cielo, una notte di Gary Kirkham e traduce George Kaplan, del francese Frédéric Sonntag, testo finalista premio DARTS- Sezione Traduzione. Si forma come tecnico illuminotecnico grazie al laboratorio Navescuola del Teatro Valle Occupato sotto la guida di Michelangelo Vitullo e Pasquale Mari. Nello stato del Paranà (Brasile) ha condotto seminari di teatro nelle comunità indigene Guarani e attualmente conduce un seminario di teatro permanente con i pazienti parkinsoniani per l’associazione Parkinzone. È membro del Comitato di Lettura e del laboratorio CRISI condotto da Fausto Paravidino dal 2012.   VEDI LA RASSEGNA STAMPA