Mia Mamma è una Marchesa

di e con Ippolita Baldini
collaborazione alla drammaturgia Emanuele Aldrovandi
collaborazione alla regia Camilla Brison
costumi Elisabetta Falck e Rosa Mariotti

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Scegliere l’uomo giusto con cui stare, in un qualche modo, significa scegliere la propria identità. Questo spettacolo si suddivide in nove capitoli, nove avventure della protagonista, Roberta. Ciascun capitolo ha il suo costume e le sue immagini. Un’Italia aristocratica, una forma, un contenuto e tanta, tantissima ironia. Il ritmo è incalzante, il racconto scorre e Roberta si arrabatta nella vita e nelle avventure con grande spirito. Roberta è, infatti, in una situazione di continua incertezza esistenziale ed affronta le sue giornate con profondo disagio, qualunque sia il contesto in cui si trova a viverle; Roberta è legata alle abitudini della famiglia ma vorrebbe liberarsene, ama il proprio lavoro ma non le basta; Roberta vorrebbe andarsene, fuggire via lontano, ma quando effettivamente si allontana da casa percepisce, dentro di sé, un’insopportabile nostalgia. Per lei la vita accade sempre altrove. Il monologo, nel quale la voce narrante della protagonista è sempre accompagnata dai commenti della madre, che svolge quasi un ruolo da spalla comica, racconta un pezzo della vita di Roberta: una fuga a New York, un amore che forse non è vero e tanta voglia di capire qual è il proprio posto nel mondo. Mia mamma è una Marchesa non vuole essere solamente il racconto di una storia privata, ma punta a diventare lo strumento di una riflessione più ampia sul desiderio di realizzazione personale, una riflessione che riguarda tutti, perché l’insicurezza non fa distinzioni sociali.